Isola di Vivara: la riserva naturale di Procida

Nel Golfo di Napoli, dove il mare cristallino e azzurro fa da sfondo a delle variopinte spiagge, come in quei quadri che ricordano i sapori e gli odori del sud Italia, si affacciano diverse e incredibili isole, uniche nel loro genere.

Riserve naturali che ancora custodiscono gelosamente i sapori di una volta e che, grazie alla loro natura incontaminata e così poco contraffatta dall’uomo, riescono ancora a donare quella pace e tutta la tranquillità di cui ha bisogno chi sceglie come meta turistica una piccola isola come Procida.

Fra le tante perle di questo Tirreno così affascinante spicca in maniera quasi sfrontata l’Isola di Vivara, un parco naturale privato, così accattivante nel suo essere unico che ancora oggi ci si approccia alla sua bellezza con rispetto e gratitudine.

Riuscire a trovare un isolotto così rilassante è una di quelle possibilità che la nostra bella penisola offre, unito all’amore per la tradizione, per la cucina, per la natura, per l’arte e per la storia, naturalmente.

L’isola di Vivara, che appartiene al gruppo delle isole Flegree, si trova fra Procida, a cui è unita da un ponte, per dare la possibilità ai turisti e a chiunque abbia voglia di visitare questi due posti incantevoli di raggiungerli senza fatica, ed a Ischia.

Per quanto quest’ultima sia molto più conosciuta dell’isolotto di Vivara, il parco rimane comunque un luogo più naturalistico, che può rispecchiare davvero i gusti di chi ama affrontare una giornata alla ricerca di sé stesso e senza l’assalto dei turisti e godersi in assoluto relax tramonti unici, sdraiato delicatamente su spiagge di Procida.

L’accertata esistenza dell’isola di Vivara nel Tirreno risale già al lontano XVII secolo a.C., un dato che ha fornito l’importante anello mancante nella difficile ricostruzione della funzionalità marinara nel Mediterraneo occidentale nell’epoca protomicenea; gli scavi avvenuti negli anni trenta dall’arcipelago tedesco Buchner, e ripresi con assiduità dal 1975 prima dall’università romana La Sapienza e poi dalla napoletana Suor Orsola Benincasa, hanno portando quindi un cambiamento definitivo delle importanti navigazione egee.

Si suppone che nell’età del Bronzo, l’isola fosse più grande e il nodo cruciale di commerci e collegamenti fra l’alto Tirreno ed il Mediterraneo più Orientale.

Dal diciassettesimo secolo a.C., per quasi due millenni, si perdono poi le tracce della vita di questo isolotto, come se fosse stata avvolta da un ombra, per poi subire continui cambiamenti che più volte sono riusciti a destabilizzare la sua innata bellezza.

Dal XVIII secolo, il re Carlo di Borbone, fece divenire l’isolotto di Vivara una semplice riserva di caccia, popolandola di caprioli e conigli, per poi cederla nel 1818 al comune di Procida, fino ad arrivare a privati, con la famiglia Scotto la Chianca; finalmente, nel 1972, fu assegnata alla Regione Campania.

Nonostante ciò, per molti anni visse però uno stato di grave incuria e di degrado, soprattutto per mano dei tanti bracconieri e vandali che spesso le facevano visita, fino al 2012, quando viene ufficialmente dichiarata riserva naturale statale.

Ora, sotto stretto controllo della Guardia Forestale e della LIPU, le tante visite hanno ridato onore a questa isola tanto importante storicamente quanto contesa e per lungo tempo abbandonata.

Passare qualche ora in questo luogo pieno di storia e di natura viene spesso definita una cura contro l’ansia e lo stress a cui la vita quotidiana ci sottopone.

Cosa vedere all’isolotto di Vivara

Questo isolotto naturalistico, famoso per essere una riserva naturale di rara bellezza, ha un perimetro di soli tre chilometri ed una particolarissima forma a mezzaluna.

È quasi totalmente pianeggiante, con il punto più alto, situato al centro dell’isola, di soli 110 metri sopra il livello del mare.

Il fatto di essere totalmente disabitata offre quel fascino selvaggio che tanto attrae e rende le visite guidate qualcosa di davvero unico ed eccezionale.

Per quanto il Golfo di Napoli abbia tantissime isole e posti da offrire ai suoi turisti, Vivara rimane senza dubbio il più particolare.

Ponte tibetano

Una delle attrazioni più significative di questo incontaminato parco naturale, che ha fatto entrare l’isola di Vivara nel Guinness dei Primati, è il suo famoso ponte tibetano.

Costruito fra l’isolotto e Procida, nello specifico sul promontorio di Santa Margherita, è il più lungo al mondo, con ben 362 metri di percorrenza.

Già la sua vista vale il viaggio per arrivarci.

Come visitare l’isola

Vivara, definita anche il lato più verde di Procida, incanta per la sua bellezza naturale e per il grande patrimonio storico e archeologico.

Oltre ai diversi ruderi risalenti al lontano 1600, ai resti Neolitici e all’antico villaggio Miceneo a cui gli studiosi stanno ancora lavorando, Vivara offre qualcosa di così unico da fare invidia a qualsiasi paese del mondo: la vista sull’Isola di Ischia e Capri.

Avere alle spalle una natura incontaminata, affacciarsi su un mare di un blu cobalto e osservare delle isole così rare e affascinanti ci trasporta in uno di quelle fantasie da cui non si vuole uscire.

L’odore inconfondibile dal mare e i colori così intensi da far sognare valgono la fatica di arrivare a visitare questo parco naturale.

È si, perché per addentrarcisi bisogna essere piuttosto in forma e non avere patologie invalidanti: il tragitto da percorrere non è semplicissimo e ci si arriva solo attraverso l’attraversamento del ponte.

Inoltre, è bene sapere che per scoprire tutte queste bellezze bisogna sempre prenotare la visita, che sarà guidata da un escursionista esperto e limitata ad un paio di giorni alla settimana.

Nonostante non sia un itinerario per tutti, è sicuramente una meta che non lascerà indifferenti.

Conclusione

Questo bellissimo parco naturale, che altro non è che un lembo di un cratere vulcanico sommerso 55.000 anni fa, è dedicato sopratutto agli appassionati del bird watching, grazie alle tante specie di uccelli che la popolano, della natura selvaggia, con il mare trasparente e le spiagge vulcaniche e agli amanti della storia antica.

L’unico edificio presente sull‘isola è quello fatto costruire dal Duca De Guevara, nominato Casino di Caccia Borbonico, che dona a tutta Vivara quell’atmosfera misteriosa che di certo non guasta.

Che si scelga di andare da bambini in una gita scolastica, da innamorati per osservare il sole che si rispecchia sul mare, o semplicemente per fare quell’escursione diversa e non adatta a tutti, di sicuro si rimarrà incantati da questa isoletta disabitata.

E ci si vorrà tornare, e ancora, e ancora.

Perché Vivara è così, ti fa innamorare di lei dal primo momento che la guardi…