Casale Vascello, il piccolo tesoro di Procida

Esiste un’isola che si affaccia sul Golfo di Napoli dove il tempo sembra essersi fermato.

Deve il suo nome ad un’antica leggenda e non poteva essere altrimenti per una terra dove il mare accarezza la spiaggia sussurrandole canzoni.

Stiamo parlando dell’isola di Procida che custodisce al suo interno un piccolo tesoro, Casale Vascello, borgo risalente al seicento il cui fascino non è stato scalfito dal passare dei secoli.

Avventurarsi tra le strade immerse nella storia di questa perla del Tirreno, dà la sensazione di entrare in un mondo che ormai non c’è più, ma che lì sopravvive con i suoi silenzi e i suoi colori, quasi a rammentarci la bellezza di ciò che il progresso non sfiora.

E allora percorriamo insieme le vie di questa piccola isola baciata dal sole; fermiamoci ad ammirarne le spiagge, i porti, quelli di Marina Grande e della Corricella, i suoi monumenti caratteristici, come il Palazzo D’Avalos, quello di Montefusco, la chiesa di Santa Maria della Pietà, il borgo di Terra Murata; assaporiamone ogni angolo senza farci prendere dalla fretta: solo così potremmo comprendere la sua magia e, per un attimo, viaggiare a ritroso nel tempo.

Le prime notizie su Procida risalgono all’VIII secolo a.C., ma si pensa che fosse abitata già a partire dal XVI-XV secolo a.C., forse dai Micenei, grazie a ritrovamenti archeologici del periodo nell’isola di Vivara, che un tempo era ad essa collegata.

Per la sua splendida posizione sul Tirreno, le sue dolci pendenze, e i panorami mozzafiato che offriva, fu eletta a luogo di villeggiatura sin dai tempi degli antichi romani.

I colori di Casale Vascello

È la collina di Terra Murata il punto più alto dell’isola.

Fu proprio ai suoi piedi che fu costruito Casale Vascello, che si affaccia sul caratteristico Porto della Corricella.

Questo borgo è ogni anno meta di numerosi turisti che rimangono estasiati davanti alla varietà di colori delle sue abitazioni, esempi della peculiare architettura del luogo.

Le case, oltre ad essere caratterizzate da tutte le sfumature delle tonalità pastello, presentano caratteristiche sui generis che le rendono inconfondibili; tra di esse possiamo, senza dubbio, annoverare i numerosi archi che introducono alle abitazioni e che ritroviamo nei “Vefi”, minuscoli terrazzi di origine araba che si raggiungono tramite particolari scale definite a collo di giraffa.

I “Vefi” sono spesso ornati da fioriere che i procidani riempiono di esuberanti infiorescenze dai profumi vivaci.

Marina Grande e le sue meraviglie

Un altro porto degno di menzione è senza dubbio quello di Marina Grande, punto di approdo dei traghetti provenienti dalla terraferma, e centro economico e commerciale dell’isola.

Caratteristiche di Marina Grande sono le grotte di tufo che troviamo sulla spiaggia, che per questo viene denominata spiaggia delle grotte o spiaggia della Silurenza. In passato erano utilizzate per arenare le barche dei pescatori durante l’inverno.

Degna di menzione anche la Spiaggia della lingua, costituita da ciottoli e immersa nel fascino della natura mediterranea.

Se si parla di spiagge, non può non essere nominata la famosa Spiaggia del Postino, dove furono girate alcune scende dell’omonimo film di Massimo Troisi, situata nella parte ovest dell’isola.

Sempre in quella zona troviamo la Spiaggia del Ciraccio e quella della Chiaiolella, vicino al ponte che collega Procida e Vivara, tutte facilmente raggiungibili sia via mare che via terra.

Nella parte est troviamo, invece, la Spiaggia di Chia, ben riparata dal vento, per accedere alla quale però bisogna scendere quasi 200 gradini.

Tra le altre cose che possiamo ammirare a Marina Grande, prima di avventurarci all’interno dell’isola, senza dubbio spicca Palazzo Montefusco, chiamato anche Palazzo Merlato o della Catena, la cui merlatura del terrazzo e il colore rosato che lo contraddistingue lo rendono riconoscibile anche dal traghetto, e la Chiesa di Santa Maria della Pietà risalente al XVII secolo, che, con il suo campanile barocco e l’orologio a quattro quadranti, domina la piazza a ridosso del porto.

Procida, isola accogliente

L’attrazione maggiore di questi luoghi, tuttavia, non è da ricercare solo nei monumenti: la semplicità dei pescatori, la bonarietà e l’accoglienza che viene riservata a chiunque sbarchi sull’isola, offuscano le luci del turismo di massa, permettendo ai fortunati che mettono piede su quest’angolo di mondo di vivere un’esperienza che conserveranno nel cuore.

Le barche colorate, ormeggiate con le reti pronte all’uso, il pesce fresco venduto direttamente su di esse, i numerosi negozietti di souvenir in cui spiccano i prodotti tipici dell’artigianato locale, rendono questi piccoli centri urbani perfetti per chi ha bisogno di un attimo di relax incorniciato da sapori e profumi indimenticabili.

Per le strade di Procida

Procida può essere visitata grazie ad autobus, scooter o biciclette, che si possono noleggiare a Marina Grande. Tuttavia l’ideale sarebbe percorrerla a piedi, cosa fattibilissima viste l’estensione di appena 4 km² dell’intera isola: sicuramente i nostri occhi ci guadagneranno.

I numerosi vicoletti che la caratterizzano, regalano scorci panoramici indimenticabili. I panni stesi, svolazzanti al vento, rallegrano l’atmosfera; la quiete che si respira è un regalo per chi ha voglia di sfuggire al tran tran della vita quotidiana. I tempi sembrano dilatarsi in queste vie che si inerpicano sulla collina tra i profumi dei limoni e degli aranci e l’azzurro del cielo.

Per arrivare dal punto di approdo del traghetto al borgo fortificato di Terra Murata, che deve il nome alle mura che i suoi abitanti costruirono per difenderla dagli attacchi degli invasori che arrivavano via mare, basta meno di mezz’ora prendendosela con calma.

Tra le mura di Terra Murata

Si accede al suo interno grazie a due enormi portali, che immettono ad un vero e proprio villaggio medioevale, con la sua chiesetta al centro contornata da strette viuzze e case. A prima vista parrebbe un paese abbandonato, invaso dal silenzio e dalla pace.

Edificio simbolo di questo borgo è il Palazzo D’Avalos, antica dimora, a strapiombo sul mare, costruita nel 1500 dalla famiglia d’Avalos e poi adibita a carcere. Questa casata ha avuto talmente importanza per i procidani da riportare il simbolo che la contraddistingueva sul proprio gonfalone.

Tra le altre costruzioni che possiamo ammirare in situ, non bisogna scordare l’Abbazia di San Michele Arcangelo, risalente al XVI secolo: bellissima costruzione abbellita all’interno da numerosi dipinti, statue e opere d’arte.

Curiosità su Casale Vascello

Come già accennato precedentemente, il variopinto borgo di Casale Vascello è ubicato ai piedi di Terra Murata; il suo nome pare derivare dal termine “vesciddo” espressione dialettale del luogo che si può tradurre con “di giu”, e che appunto allude alla posizione che il piccolo nucleo abitativo occupa.

Alcune fonti, tuttavia, fanno risalire questa denominazione alla presenza di due ingressi, che permettono l’accesso al borgo e che gli avrebbero attribuito il primitivo nome di “Vascello Sfondato”.

Casale Vascello è il più grande casale, cioè insediamento al di fuori delle mura, tra quelli di Procida, tutti costruiti quando terminarono le invasioni saracene.

Le sue abitazioni formano una sorta di corona intorno ad un cortile centrale, spesso utilizzato per la presentazione di eventi culturali; tale spazio sicuramente sarà sfruttato appieno il prossimo anno, visto che questa piccola isola è stata scelta come CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022.

È sicuramente un evento da non scordare questo: è la prima volta che non è una grande città a rappresentare la cultura italiana, e questo, forse, porterà a valorizzare i piccoli borghi sparsi un po’ ovunque nella penisola, ricchi di storia e di bellezza.

Procida sicuramente è uno di questi, non poteva esserci scelta migliore; d’altronde, come recita lo slogan che è stato scelto per la sua candidatura, “La cultura non isola”.

Procida ti aspetta

Facilmente raggiungibile tramite traghetti o aliscafi sia da Napoli che da Pozzuoli, questa ISOLA accoglie a braccia aperte il turista voglioso di vivere in una favola fatta di tramonti, silenzi e libertà. E d’altronde cosa ci si poteva aspettare da una terra dove l’armonia ha stabilito dimora inglobando nella natura ciò che la mente umana ha realizzato?

Foto: Matthias Süßen/Wikipedia